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Lo sai che la grafica è ovunque? 

Dalle etichette dei vestiti, alle insegne dei negozi, ai menù, i cartelli stradali, i manifesti per strada. Tutto è stato studiato e progettato da qualcuno con obiettivi diversi: informare, catturare, educare, segnalare.

Va da sé che io (Laura) lavorando con la grafica da un po’ noto in giro molte cose che chi non fa questo lavoro non nota, le dà per scontate.

Ci sono però delle situazioni che sono così impresse nella mente di noi grafici che, se fatte diversamente da come ce le hanno sempre insegnate, facciamo proprio fatica ad accettare. Vediamone alcune!

1. Le immagini storte.

Ci hanno inculcato fin dalle superiori le geometrie, le simmetrie, gli allineamenti.
In un impaginato grafico fatto bene c’è sempre una griglia invisibile che accompagna l’occhio alla pagina o all’elemento successivo, ne abbiamo parlato anche nell’articolo “I 5 principi del graphic design che dovresti conoscere”.
Siamo quelli che apparecchiano la tavola in modo che sia tutto allineato e armonico, mettiamo in ordine i libri in base all’altezza o al colore, quando veniamo a casa tua raddrizziamo i quadri e se vediamo un oggetto scentrato rispetto al tavolo, lo dobbiamo per forza sistemare.
Ecco allora non capiamo proprio perché tu debba scattare e pubblicare foto storte in nostra presenza! Lo sai che ci fai tanto male cuore? :).

2. Le espressioni “accattivante”, “che cattura l’occhio” “di impatto” “effetto Wow”.

Queste espressioni le sentiamo spesso dire dai nostri clienti, ma di fatto per noi vogliono dire molto poco. Di sicuro l’obiettivo del nostro lavoro non è rendere un progetto noioso o poco affascinante, per cui forse la definizione giusta per queste espressioni è scontate.
Se vuoi davvero indicarci una direzione per il tuo progetto di comunicazione sii più precis*, raccontaci di te, del tuo target e spiegaci bene qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere. 

3. I lavori così urgenti che non ricevono risposta per giorni.

So che questo capita anche anche a molti altri professionisti non grafici ma il nostro lavoro ha spesso una componente operativa forte (soprattutto se si lavora con grandi aziende) e ci si ritrova spesso ad eseguire degli elaborati in tempi brevissimi (in gergo tecnico “lo devi fare per ieri”) per poi aspettare una risposta per giorni e giorni e lì ogni volta ci caschiamo e ci chiediamo: “ma era davvero così urgente?”.

4. Le email promozionali di solo testo.

Fortunatamente ne sono rimaste poche ma qualcuna ancora arriva. Siamo nell’era delle immagini dove nella maggior parte dei casi viene letto solo il titolo di un articolo e non il suo contenuto, siamo bombardati di continuo con scritte che compaiono, reel, fotografie e poi arriva quella mail con il suo muro di testo a consigliarci un prodotto o servizio (e magari non siamo nemmeno iscritt* in quella mailing list). So che i puristi del web diranno che una mail con solo testo ha molta meno probabilità di finire nei filtri spam di quelle con molte immagini (e avete ragione) ma quante persone si soffermano a leggere un muro di testo nel 2022?

5. Le scritte che non si leggono (fondi troppo chiari o troppo scuri). 

Hai presente i cartelli stradali? Di solito sono creati con uno sfondo scuro e le scritte chiare per un motivo molto semplice: è il metodo migliore per far risaltare il testo che in questo caso deve essere letto in fretta e senza distrazioni. 

Una regola così semplice e ovvia andrebbe seguita in tutti gli ambiti, un testo deve essere facile da leggere, non deve affaticare la vista. La leggibilità è sacra per noi grafici! 

Invece continuiamo a vedere cose di questo tipo, o con testi troppo piccoli che rendono faticosa la lettura e non invogliano sicuramente le persone a leggere. 

6. Chi usa ancora la suite Microsoft.

Per noi programmi come Excel, Word e soprattutto PowerPoint sono sempre stati una “fatica”. Sono programmi pesanti, non esteticamente belli e per noi davvero poco intuitivi. 

Li odiamo nel vero senso della parola e tutte le volte che riceviamo qualche file da aprire in PowerPoint o Word sappiamo già che sarà una lunga giornata. 

Preferiamo programmi più leggeri e disponibili gratuitamente online come la suite di Google.

7. “A me piace ma chiedo anche a mia nonna, zia, cugina”

Quando si lavora su una comunicazione capita spesso di chiedere pareri a chi, in realtà non ne sa molto del nostro lavoro oppure non è il nostro target di riferimento. Purtroppo è un atteggiamento controproducente perché potremmo farci influenzare da pareri personali che nulla hanno a che fare con il nostro brand. Un logo, ad esempio, è un mix di semplicità, chiarezza, versatilità e riconoscibilità che solo un professionista può progettare, ricordandoci sempre che i famosi “mi piace” o “non mi piace” dovrebbero sempre essere trasformato in: “è efficace o non è efficace”. 

Ti servono consigli per la tua comunicazione?
Noi siamo qui!

Author

Laura Pezzutto

Mi occupo di grafica e web design, creo loghi e immagini coordinate e cerco di rendere coerente la comunicazione in tutti i canali, dalla stampa al web.

Ho una passione per i pattern, motivi ripetuti che si possono stampare su diversi prodotti, e ho una linea di cuscini con le mie grafiche su Etsy.

Amo gli spazi bianchi, le geometrie, i colori accesi e le passeggiate in montagna.

Pratico Yoga e mi piace camminare, viaggiare, curiosare e fotografare qua e là. Mi affascina l’Oriente e i sorrisi che trovo sempre quando riesco ad andarci.

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