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Nella nostra cultura, ammettiamolo, il fallimento è ancora un grosso tabù. Fallire, sbagliare, o prendere brutti voti a scuola, di sicuro non è visto come uno stimolo a riprovare e a fare di meglio ma piuttosto a un “sei un perdente”. Anche se a conti fatti, quante volte deve cadere un bambino che sta iniziando a camminare prima di alzarsi stabilmente in piedi? Se al primo tentativo pensasse di essere un fallito non ci proverebbe più e non sarebbe mai in grado di camminare. 

Ecco perché sono stanca di vedere e leggere soprattutto storie di successo. Perché nessuno racconta mai quanti fallimenti ha dovuto subire prima di arrivare a quel successo? Ciò che ci raccontano è spesso solo la punta di un iceberg e la parte sommersa è fatta di problemi, errori, soldi sprecati e sconfitte che non ci vengono quasi mai raccontati.

Ecco perché noi abbiamo deciso di raccontarti il nostro insuccesso!

Nell’estate del 2020, a pochi mesi dall’apertura di Syzy Studio e anche dall’inizio di una pandemia mondiale, decidemmo di iniziare un progetto tutto nostro, qualcosa con cui potessimo essere libere di esprimerci senza avere “regole” imposte dai clienti o scadenze che ci impedissero di mantenere la qualità che avremmo voluto per i nostri prodotti.

Il progetto aveva un nome: SyzyArt. SyzyArt era un piccolo negozio online di stampe digitali scaricabili pensate apposta per ogni stanza della casa.

Partendo con poco budget e avendo già avuto esperienza con il mio e-commerce dei cuscini, decidemmo di comune accordo di iniziare a caricare i file digitali sulla piattaforma Etsy.

Per chi non lo sapesse, Etsy è un Marketplace, uno spazio web che contiene tanti piccoli shop online e li mette in contatto con dei possibili acquirenti. Ogni shop ha una pagina dedicata e diversi servizi di e-commerce ottenibili con pochissimi costi di gestione. 

Era quindi la piattaforma perfetta per noi!

Ad oggi, dopo due anni, possiamo dire che è stato proprio il nostro maggior caso di insuccesso, ma perché? Cosa è andato storto?

Analizzando bene la situazione, sono stati molti i fattori che non avevamo considerato e quelli in cui non abbiamo lavorato abbastanza.

1. Mancanza di un Business Plan.

Il business plan è quella cosa spesso noiosa ma fondamentale, che aiuta a capire se un business può essere sostenibile. È il documento che permette a un’idea imprenditoriale di prendere vita, una guida che contiene i riferimenti utili per la pianificazione e la gestione del progetto. Analizza tutti gli aspetti del business per il futuro (di solito fino a 5 anni) come ad esempio l’analisi di mercato, i concorrenti e una proiezione economico finanziaria del progetto.
Ebbene, noi prese dall’entusiasmo di iniziare la parte più divertente (cioè quella creativa) non lo abbiamo fatto, ed ecco il risultato.

Modern Poster Mockup #16 by Anthony Boyd Graphics

2. Mancanza di una nicchia.

Anche qui abbiamo avuto troppa fretta di iniziare e non ci siamo soffermate sulla nostra nicchia. Una nicchia di mercato è composta da un gruppo ristretto di persone con interessi e bisogni simili. Il voler “vendere a tutti” non funziona, proprio perché dalla nicchia derivano sia il tipo di prodotto sia una specifica comunicazione. Questa è una cosa che ai nostri clienti ripetiamo di continuo ma chissà perché il calzolaio ha sempre le scarpe rotte.

3. Mancanza di programmazione e costanza nei contenuti.

Essendo un progetto personale, non l’abbiamo mai messo al primo posto tra i nostri impegni lavorativi. I progetti dei clienti venivano sempre prima (essendo quelli che ci permettevano di pagare le bollette) e spesso caricavamo 4 o 5 articoli in un giorno, per poi smettere di colpo per settimane, dimenticandoci che la costanza e la programmazione sono fondamentali per la riuscita di un progetto e anche per la SEO di Etsy (se non sai cosa sia ne avevo parlato in un articolo della Rete al Femminile di Biella.

4. Poca ricerca sul mercato.

Abbiamo pensato a ciò che potesse piacere a noi dimenticandoci dei gusti e dei trend dei nostri potenziali clienti.
Anche qui ci siamo fatte prendere dall’entusiasmo, abbiamo creato dei lavori bellissimi per noi ma chissà se erano giusti per i nostri clienti? Non lo sapremo mai.

5. Poca perseveranza.

Negli anni ho imparato che in qualsiasi progetto di business quando l’entusiasmo degli inizi viene a mancare, la perseveranza è la qualità più importante che tu possa avere. Quando si inizia qualcosa si ha la presunzione (o la speranza) di vedere subito dei risultati che ti diano quella spinta ad andare avanti. In realtà nella maggior parte dei casi non è così, c’è un periodo più o meno lungo in cui i risultati non si vedono, sembra di lavorare inutilmente e lo sconforto prende il sopravvento, ma è proprio lì che la perseveranza aiuta a non mollare. 

Ma è proprio vero che in qualche modo quel bambino che cerca di alzarsi, trova la sua strada, il suo metodo e alla fine si mette a camminare con le sue forze, senza che nessuno gli abbia mai detto come fare, imparando solo dalla sua esperienza (e dalle sua cadute). 

La cosa peggiore non è cadere, ma non avere più voglia di rialzarsi, e noi in qualche modo il modo di rialzarci lo troviamo sempre!

E tu vuoi raccontarci il tuo caso di insuccesso? Magari ci facciamo una rubrica!

Al momento il nostro shop è chiuso, ma se le stampe ti piacciono e ne vorresti una

Author

Laura Pezzutto

Mi occupo di grafica e web design, creo loghi e immagini coordinate e cerco di rendere coerente la comunicazione in tutti i canali, dalla stampa al web.

Ho una passione per i pattern, motivi ripetuti che si possono stampare su diversi prodotti, e ho una linea di cuscini con le mie grafiche su Etsy.

Amo gli spazi bianchi, le geometrie, i colori accesi e le passeggiate in montagna.

Pratico Yoga e mi piace camminare, viaggiare, curiosare e fotografare qua e là. Mi affascina l’Oriente e i sorrisi che trovo sempre quando riesco ad andarci.

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