fotografare il cibo
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L’attenzione verso il cibo negli ultimi anni ha raggiunto livelli altissimi ma la rappresentazione di questo soggetto non è certo una novità dettata dai social.

Da Caravaggio a Magritte, da Veermer a Andy Warhol, la storia è lunga e il cibo è sempre stato uno dei soggetti più attraenti per i pittori prima e per i fotografi poi. 

Un po’ perché, una volta sistemato, rimane immobile e permette di sperimentare con luci e tecniche di vario genere. E un po’ perché è qualcosa a cui tutti noi possiamo relazionarci e che possiamo sentire in un modo quasi viscerale.

Espressione della vita pubblica e privata, il cibo è un argomento complesso, in grado di restituire con una foto un paese intero o affermare un’opinione precisa su una situazione politica o sociale.

Feast for the eyes – Internazionale

fotografare il cibo
Due scatti di Irving Penn fonte: FineDiningLovers.it

In tv spopolano i programmi che hanno portato il cibo dalle cucine stellate alle nostre cucine Ikea.
Su Instagram impazzano hashtag come #foodporn o #foodenvy.
E poi blogger e creator hanno contribuito a svecchiare una tipologia di scatti che era spesso finta e costruita per restituirci delle immagini più vere e autentiche, più vicine alle persone.

Ed è così che la food photography (ma diciamo pure la fotografia in generale) non è più prerogativa del mondo artistico o di chi se ne occupa per lavoro. 

Fotografare il cibo è sfidante, non basta certo piazzare la reflex o il cellulare davanti a un piatto per ottenere uno scatto invitante. 

Ecco la parola chiave: invitante! Dal più umile piatto di pasta alla torta arcobaleno con decorazioni ricercate, tutto deve risultare invitante. Deve farci venire l’acquolina in bocca, deve stimolare il desiderio, altrimenti lo scatto non funziona. E ancor meno banale è riuscire a trasmettere un’atmosfera, a raccontare qualcosa di quel piatto, evocando sensazioni, stimolando ricordi e coinvolgendo non solo la vista, ma tutti i sensi.

Proprio come se il piatto fosse davvero lì, pronto per essere assaporato.

Cosa serve per fotografare bene un piatto?

L’attrezzatura che si sceglie può di sicuro aiutare nella riuscita dello scatto. Ma la cosa più importante è il consolidamento di una buona tecnica, supportata dall’allenamento del proprio occhio e dallo sviluppo del buongusto che sono imprescindibili per:

  • utilizzare la luce giusta,
  • scegliere l’inquadratura e il punto di vista che esaltano di più il piatto,
  • accostare colori, forme e oggetti che andranno a comporre la scena.

Lo stesso piatto, con illuminazione e styling differenti risulterà più o meno sofisticato, elegante o rustico, e accendere, in chi guarda, emozioni davvero diverse! Quindi sarebbe meglio affidarsi a un/una professionista che sappia interpretare il piatto nel migliore dei modi.

La luce giusta

Con la luce sbagliata è facile trasformare un piatto bellissimo (e buonissimo) in qualcosa di brutto da vedere e, di conseguenza, poco appetitoso.

Posizionare una luce dietro, o a lato del piatto permette di disegnare i contorni del cibo e a esaltarne le forme e i colori. Si può poi inserire una luce di riempimento, o un pannello riflettente sul davanti, a 45°, per ammorbidire le ombre e i contrasti.

Si può lavorare in studio, o in location, con le luci professionali ma non è sempre detto che si debbano utilizzare attrezzature super costose. Si possono, infatti, sfruttare una finestra e la luce naturale ottenendo lo stesso grandi risultati!

fotografare il cibo
Immagine scattata con luce naturale
fotografare il cibo
Immagine scattata in studio con luci professionali

La luce, sia in termini di qualità che di quantità, influisce tantissimo sul risultato finale: può essere morbida e avvolgente per uno scatto più delicato, oppure più dura con ombre nette per enfatizzare la texture, cioè la struttura delle superfici e creare delle immagini dal carattere deciso.

Le immagini più chiare risulteranno più fresche mentre le tonalità più scure doneranno drammaticità alla scena.

fotografare il cibo
La luce dura e di taglio enfatizza la superficie del guscio delle noci.
fotografare il cibo
La luce posizionata dietro disegna i contorni mentre la luce sul davanti ammorbidisce le ombre creando una composizione più delicata.

Forma, colore, consistenza

Quando si fotografa un piatto è fondamentale rispettarlo. Le immagini devono rendere giustizia agli ingredienti: è importante illuminarlo in modo da risaltarne i colori e la consistenza e i toni del cibo devono essere naturali, senza applicare filtri strani, altrimenti sembrerà finto! 

È sempre meglio comporre il set e fare la prova luci prima dell’arrivo del piatto per evitare che perda tono e freschezza. Nessuno vuole vedere delle foglie di insalata appassita, della frutta ossidata o un gelato tutto sciolto.

Del cibo poco fresco e un’immagine poco fedele non faranno venire fame per niente.

Comporre la scena: i props e lo sfondo

Il piatto deve rimanere il protagonista dello scatto, ma scegliere degli oggetti (in gergo tecnico props), uno sfondo o una tovaglia particolare, tovaglioli, stoviglie, posate e contenitori vari aiuta ad ambientare lo scatto e a fare da contorno al soggetto principale. 

Serve anche a dare degli indizi a chi osserva: un mestolo in legno e una posata vintage dal manico ricercato e decorato trasmetteranno una sensazione diversa rispetto a una posata super minimale e moderna.

La ricerca dei props, lo styling e il set design possono essere seguiti da una figura professionale a sé, ma anche direttamente da chi fotografa.

Importante è non eccedere con il numero e la ricercatezza degli oggetti di contorno: un nastro, un pezzetto di stoffa, di carta o anche solo il fondo giusto, come un piano di legno, possono bastare per scaldare l’atmosfera e rendere il set meno asettico.

E poi devono essere coerenti con il tipo di pietanza: a una zuppa rustica di legumi non abbinerei un vassoio in metallo lucido dalle linee moderne.

fotografare il cibo
Per questo risotto ho scelto una composizione rigorosa e geometrica con styling minimale.
fotografare il cibo
Uno scatto più rustico dove predominano le tinte calde per trasmettere convivialità.

Focus, inquadratura e punto di vista

Alcuni piatti funzionano bene con un’inquadratura dall’alto, mentre per altri alimenti con un po’ di spessore, come un hamburger o una lasagna, conviene abbassare il punto di vista per far vedere tutti gli strati e gli ingredienti che compongono il piatto.

Differenti punti di vista: inquadratura a piombo o zenitale, il cosiddetto #flatlay su Instagram
Inquadratura frontale con angolo di ripresa leggermente dall’alto

Scegliere l’inquadratura significa avvicinarsi o allontanarsi dal piatto per decidere quanto contesto lasciare intorno e quanto invece chiudere sul soggetto principale. 

Si può allargare l’inquadratura se si vuole mostrare qualcosa in più dell’ambiente in cui verrà degustato il piatto (cosa molto importante nel caso di un ristorante), o se vogliamo porre attenzione anche all’abbinamento con un vino, per esempio. Se, invece, ci interessa solo il piatto in sé, meglio chiudere il più possibile, senza aver paura di lasciare uscire qualche elemento dall’inquadratura o che gli elementi sullo sfondo risultino leggermente sfocati.

Un'inquadratura più stretta con focus sul piatto protagonista.
Un’inquadratura più larga che mostra il contesto.

Ordine e pulizia

Se è vero che una briciola fuori posto può essere facilmente eliminata in post produzione con programmi come Photoshop, è comunque importante prestare attenzione alla pulizia del piano di lavoro, ad aloni o riflessi indesiderati sui piatti.

Gli accessori utilizzati non devono presentare graffi e la tovaglia deve essere immacolata.

Ispirarsi e allenare l’occhio

Mi piace rimanere aggiornata e avere spunti sempre nuovi e in linea con i trend visivi del momento. Le mie fonti preferite sono Pinterest, perfetto per raccogliere le immagini che mi ispirano di più (puoi sbirciare la mia bacheca di food photography & styling qui), Instagram e alcune riviste di settore tutte da sfogliare e collezionare.

Ma anche i suggerimenti di brand come Ikea o i cataloghi di alcuni supermercati sono ottimi per trarre ispirazione e imparare a impiattare e ambientare il cibo!

fotografare il cibo
Fonte: Ikea.it
fotografare il cibo
Fonte: Ikea.it
Hai un ristorante o un’attività ricettiva e vuoi far venire l’acquolina in bocca ai tuoi clienti?

Guarda le foto che ho scattato per il profilo Instagram del ristorante Villa Liberty di Biella.

Author

Francesca Savino

Sono una fotografa e mi occupo di branding e comunicazione.


La macchina fotografica è il mezzo che mi aiuta a scavare nell’anima di prodotti e servizi e a raccontare qualcosa in più delle persone che ci lavorano dietro.


Con lo sguardo corro incontro alle idee e con le immagini creo percorsi e sviluppo progetti alla ricerca di un senso che vada oltre il singolo scatto.


Adoro la quiete e sono una fan dell’introspezione. Nel tempo libero amo leggere, camminare all’aria aperta, cucinare e apparecchiare la tavola per le persone a cui tengo. Viaggio spesso con la testa fra le nuvole e sono sempre alla ricerca di nuovi sguardi, altri gusti e prospettive diverse da cui guardare il mondo.

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